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LE MACCHINE DEL MULINO: LA SEMOLATRICE

Nell’articolo si descrivono le macchine che compongono il mulino, in particolare la semolatrice.

Negli articoli precedenti, abbiamo spiegato il processo di macinazione (puoi leggere a proposito della macinazione qui). Abbiamo già parlato del laminatoio (puoi leggere a proposito del laminatoio qui) e del plansichter (puoi leggere a proposito del plansichter qui).

Non abbiamo ancora parlato, invece, dei prodotti della macinazione che necessitano di ulteriori lavorazioni. Le semolatrici lavorano alcune frazioni intermedie selezionate dai plansichter, che effettuano un’ulteriore selezione su base granulometrica. Ciò che ne risulta è una farina particolarmente indicata per la pasta fresca.

La storia della semolatrice

I molini a cilindri hanno adottato le semolatrici sin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo. Quelle di allora erano conosciute come “pulitrici da semolino” e funzionavano in modi differenti tra loro.

Si arrivò alla definizione dei principi che verranno sviluppati nelle semolatrici moderne soltanto con la cosiddetta “pulitrice marsigliese”. La macchina era dotata di un ventilatore, che investiva il prodotto, facendo allontanare le frazioni più leggere, come la crusca.

Ma essa necessitava di lavorare con la superficie degli stacci esposta all’ambiente. Lo scarso livello igienico portò ad ideare macchine chiuse da una cassa sopra il trabatto, dotata di ventilatore aspirante.

Quindi, possiamo far risalire alla fine dell’800 la nascita di macchine per la pulizia delle semole basate sui principi tuttoggi di riferimento:

  • Selezione granulometrica mediante telai staccianti;
  • Selezione in base a peso specifico e funzionamento a letto fluido.mulino semolatrice

Le caratteristiche della semolatrice

Le semolatrici ricevono le frazioni granulometriche intermedie selezionate dai plansichter. Perciò sono in grado di effettuare una selezione molto accurata. Le macchine selezionano gli sfarinati anche in funzione del loro peso specifico. Si distinguono così le semole pulite” (il prodotto finito), le semole vestite” (il prodotto da rimacinare) e le parti cruscali.

Vediamo le caratteristiche principali della semolatrice:

  • Sono macchine binate e ciascun lato presenta corpi staccianti che vibrano, grazie ai motovibratori;
  • I corpi staccianti, costituiti da stacci sovrapposti, sono sormontati da camere chiuse auto-pulenti, messe in depressione dall’aspirazione; Il flusso d’aria investe i telai dal basso verso l’alto;
  • Un sistema auto-regolabile di alimentazione consente una distribuzione uniforme del prodotto sullo staccio;
  • I canali raccoglitori ospitano gli sfarinati pesanti e li inviano ad ulteriori fasi di macinazione, o ai silos. Gli scarichi, invece, inviano gli sfarinati leggeri ad ulteriori fasi di macinazione;
  • Le valvole di regolazione dell’aria garantiscono un afflusso costante di aria sugli stacci.mulino semolatrice

Il processo svolto dalla semolatrice nel mulino si può riassumere in 3 step:

  • Lo sfarinato è caricato sugli stacci del primo livello, che vibrano e dispongono maglie a luci crescenti;
  • Simultaneamente un flusso d’aria attraversa gli stacci dal basso verso l’alto;
  • L’azione di vibrazione e aspirazione fa in modo che lo sfarinato si stratifichi. La macchina aspira i frammenti di crusca e invia le semole “vestite” agli scarichi. Le semole pure passano ai livelli sottostanti, per essere depurate e inviate ai canali raccoglitori.

La prima semolatrice di Molitecnica Sud

Per quanto riguarda la realtà aziendale di Molitecnica Sud, la prima semolatrice costruita nel nostro stabilimento risale al 1990. Oggi siamo in grado di progettare e costruire non solo semolatrici di altissima qualità interamente prodotti in Italia, ma anche impianti completi e adatti ad ogni esigenza.mulino semolatrice

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